Censura

Non siamo in un regime. Siamo in un paese dove passano solo le notizie che vanno bene a una preoccupante maggioranza trasversale.
Sulla repubblica di oggi in edicola non c’era nulla, nemmeno un trafiletto ad annunciare la manifestazione di Di Pietro.
Ma ora, dopo una mattinata di discorsi tra cui quello del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, [...]

Dammi il tuo amore, non chiedermi niente, dimmi che hai bisogno di me

Daniele Martinelli sul suo blog ha pubblicato un video interessante che rappresenta bene la tensione sotterranea che lega i due partiti all’opposizione e i rapporti gerarchici che devono rimanere inalterati (aggiungerei nonostante i rapporti di forza siano ora molto diversi rispetto alle scorse elezioni).

Pi Pi

La notizia più scandalosa del giorno potrebbe sembrare la ricostruzione “leggermente di parte” del sottosegretario all’interno Francesco Nitto Palma che alla camera ha riferito sugli scontri in piazza navona tra i fascisti (niente di strano a nominarli, ormai, è come se dicessimo i collezionisti di riproduzioni di locomotive d’epoca o membri del gambero rosso) e [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.