La foto dell’anno

cut from here

legge centotrentatrè

Alcune foto della Sapienza Università di Roma, scattate oggi. Grandi mobilitazioni, lezioni all’aperto, incontri, occupazioni. Qualcuno ancora si incazza. Ste notizie fanno bene.
Mentre Cossiga nell’indifferenza generale ha detto che lui avrebbe risolto mandando degli infiltrati tra i manifestanti ad alzare le mani, bruciare tutto e creare disordini per una decina di giorni. Così si conquista [...]

solo una terapia

Primo: volevo dire a chi cura la regia di Mtv che io facevo le foto strane attraverso i display dei cellulari quando loro nemmeno si facevano le pippe. E con molta più classe.

Secondo: se i Cure hanno registrato il disco nello stesso modo in cui lo hanno suonato ieri a Roma (l’intera scaletta in ordine), [...]

scene da un matrimonio

gli sposi

Sono diventato un professionista ormai. Arrivati ad un certa età, meno del mezzo del cammin e più dell’età da eskimo, gli amici cominciano a sposarsi con lo stesso ritmo con cui arrivava a diciotto anni la cartolina del militare (“eh…ormai tocca soltanto a te…”). Io ho sempre evitato con qualsiasi scusa qualsiasi cerimonia del [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.