life and mistery

Secondo la didascalia di Google, nella vastissima raccolta delle foto storiche di Life, questi sono Bob Dylan e sua moglie.

L’influenza dell’america

Beh dopo 4 giorni sotto le coperte per l’influenza, combattendo con alcune fastidiose disfunzioni corporali, credo di risentire dell’aria viziata, della sovraesposizione alla navigazione internet permessa dal maneggevole macbook in ogni (e ho detto ogni) stanza e situazione di vita da indisposto, delle telefonate inaspettate che annunciano con mio sommo gaudio una gogna lavorativa da [...]

I segni rivelatori

il disco in uscita di bob dylan, Tell Tale Signs, l’ottavo volume delle bootleg series, che uscirà la prossima settimana nei negozi è ascoltabile interamente in streaming sul sito NPR. Sono, sempre per le logiche idiote delle major, due cd in versione normale e tre cd con più inediti e live, probabilmente ad un prezzo [...]

I’m tryin’ to feed my soul with thought

con lo spirito di un nostradamus, veltroni guardando all’orizzonte, novello matteotti in diretta da vespa (ah no era il corriere della sera), ha sollevato dei dubbi sulla deriva antidemocratica che sta prendendo il paese… ha paragonato l’italia alla russia di putin… guarda caso proprio il giorno dopo al dibattito tra mccain e Obama in cui [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.