Un vero uomo dovrebbe lavare i piatti (le migliori del 2008 #4)

Questa si commenta da sola. L’unica cosa da aggiungere è che il disco di Caparezza merita di essere ricordato insieme a quello di Capossela e quello di Vasco Brondi come i tre dischi in grado di lasciare un segno in un’annata abbastanza vuota, a tutti i livelli. E questa canzone secondo me rappresenta tutta la [...]

sing your own names

Questa è carina. Anche se io continuo a non capire i Vampire Weekend.
Da rockol
Peter Gabriel e gli Hot Chip registrano una cover dei Vampire Weekend
Se degli artisti registrano insieme una cover non c’è niente di strano. Se alla registrazione partecipa anche Peter Gabriel la notizia si fa più interessante. Se la canzone coverizzata cita direttamente [...]

Con me non devi essere niente (le migliori del 2008 #2)

Ecco, in verità, le prime due sono a parimerito, ma quando ho scritto il primo post ero in debito politico verso la vaghezza allucinogena di questi tempi. Per cui anche questa è la mia canzone dell’anno, dal mio disco dell’anno, e mi sento quasi banale a dirlo perchè è il disco dell’anno di un sacco [...]

due a zero (le migliori del 2008 #1)

cambiati i tempi, mi prendo da solo lo spazio che Nick Hornby ha aspettato tutta la vita.
Mi sento quasi sereno perchè, anche se la situazione in generale della qualità musicale è abbastanza a terra, in Italia sono usciti dei dischi bellissimi. Ma queste segnalazioni vogliono riguardare i singoli brani e tanto per cambiare cominciamo dal [...]

Hotel Chelsea Night Radio Mix

- Il mondo, rivista che non ho mai sentito nominare ma dello stesso editore del Corriere e della Gazzetta, ha ricevuto una bella multa per pubblicità occulta di 160 mila euro insieme alla compagnetta Vodafone per aver allestito una rubrica di consigli Hi Tech in cui guardacaso la soluzione era sempre comprare un cellulare della [...]

ancora non ci siamo

Bruce Springsteen New Song – My Lucky day, from Working on a dream

Have you ever seen a one-armed man punching at nothing but the breeze?

Sì è vero, è un trailer, che insomma, metaforicamente, è uno dei mali del nostro tempo. Il montaggio, l’ellissi e la sòla (fregatura, inganno, frode) insita nella scelta di un aspetto e non di un altro. Come leggere un solo blog al giorno o guardare tutti i telegiornali nazionali privati e [...]

L’influenza dell’america

Beh dopo 4 giorni sotto le coperte per l’influenza, combattendo con alcune fastidiose disfunzioni corporali, credo di risentire dell’aria viziata, della sovraesposizione alla navigazione internet permessa dal maneggevole macbook in ogni (e ho detto ogni) stanza e situazione di vita da indisposto, delle telefonate inaspettate che annunciano con mio sommo gaudio una gogna lavorativa da [...]

tomorrow we know (yes he can)

Ma qualcuno gliel’ha chiesto? Obama In Persona? Perchè sennò non si spiega perchè per vent’anni ha pubblicato 8 canzoni ogni 2 anni (lasciandone fuori 72 o 73 al mese) e ora ogni 12 – 14 mesi fa un disco di 12 canzoni (non contando i live e i cofanetti, ma per quelli mi incazzo di [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.