l’orribile varietà delle proprie superbie

Da Wikipedia
Il caso di Rosa Parks
La situazione di segregazione e negazione dei più elementari diritti civili alla comunità nera, a Montgomery come in molte altre parti degli USA, aveva già portato la tensione in seno alla comunità afroamericana ad altissimi livelli, e non erano mancate già diverse iniziative di protesta, spesso violente. Nel marzo del [...]

La finestra su New York

Credo proprio che alcune immagini de La finestra sul cortile siano figlie dei quadri di Edward Hopper. 

 
 
 
Update:
La conferma che non sono deliri da blogger in panne… ho trovato questo:
 
 

 

Two riders were approaching…

Uno dei momenti musicali più intensi che io abbia mai visto e uno dei motivi per cui il rock’n’roll per me si avvicina spudoratamente a una esperienza spirituale. Uno dei testi più belli mai stati scritti per una canzone perfetta da qualunque angolo la guardi.
Bruce Springsteen & Neil Young – All Along The Watchtower
[...]

grande giove!

A prescindere dai contenuti, che il più delle volte possono essere sovrapposti a quelli del 1971, scopro con immenso piacere che la rai ha cominciato a trasmettere la sua intera programmazione in diretta sul web. Oltre alle tre reti solite sono disponibili RaiNews24, RaiSport Più, Rai Edu1 e Rai Storia, più alcuni canali tematici che [...]

Censura

Non siamo in un regime. Siamo in un paese dove passano solo le notizie che vanno bene a una preoccupante maggioranza trasversale.
Sulla repubblica di oggi in edicola non c’era nulla, nemmeno un trafiletto ad annunciare la manifestazione di Di Pietro.
Ma ora, dopo una mattinata di discorsi tra cui quello del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, [...]

Still on the road

Come al solito all’improvviso e sull’onda di quello che si sente addosso . Quell’uomo è pazzo e io l’adoro. Uscirà presto un altro nuovo disco e questo è il video che ha postato sul suo sito. Si mette le cuffie e poi attacca il jack dentro una mela…
http://www.neilyoung.com/forkintheroad/forkintheroadvideo.html

Il ballo mascherato della celebrità

Come al solito è Andrea Scanzi, l’unici giornalista musicale “libero” che scrive su un quotidiano, a riassumere con lucidità quello (e chi) che si è celebrato ieri sera.
Forse a Faber sarebbe piaciuto
E’ raro vedere in Italia un livello medio televisivo come quello di ieri sera a Che tempo che fa. Merito, anzitutto, della grandezza del [...]

Ma se venisse anche l’inferno

Sono andato a vedere Cisco stasera. Suonava all’Alpheus, a Roma. Un locale dove solitamente non si sente malissimo se sei nel punto giusto, ma a forma di corridoio (e il punto giusto di solito è quel metro quadrato in cui si affollano tutti i paganti) e dalle idee sull’orario di inizio dei concerti abbastanza stravaganti. [...]

ashes to ashes

Ron Asheton è morto ieri, probabilmente per un attacco cardiaco, all’età di 60 anni.
Ron Asheton era il chitarrista degli Stooges, che insieme agli MC5, scossero Detroit tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70 inventando più o meno quello che sarà il punk qualche anno più tardi. In qualche modo sono un [...]

lacrime bianche

Wittgenstein lo segnala ma il post originario, e intero, con relativa citazione agli Offlaga, è questo.

Nel paese dove è nata Orietta Berti…
giovedì 18 dicembre 2008
Pubblicato da Bugaz
Il comitato del PD del comune di Cavriago ha mandato una letterina di buon Natale alla segreteria nazionale del PD.
C’è scritto che la sezione del paese non [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.