Riport

Mario Di Carlo l’assessore della regione lazio che ha rimesso la delega ai rifiuti dopo un fuori onda di Report, ha utilizzato la piattaforma Youdem per chiarire alcuni argomenti su cui secondo lui il giornalista, in fase di montaggio, avrebbe glissato e sulla trasmissione che avrebbe calcato la mano nel presentare un monopolio, che secondo [...]

tomorrow we know (yes he can)

Ma qualcuno gliel’ha chiesto? Obama In Persona? Perchè sennò non si spiega perchè per vent’anni ha pubblicato 8 canzoni ogni 2 anni (lasciandone fuori 72 o 73 al mese) e ora ogni 12 – 14 mesi fa un disco di 12 canzoni (non contando i live e i cofanetti, ma per quelli mi incazzo di [...]

dove sei modena sud…

Mi sono ritrovato a chiaccherare con un mio amico appassionato di musica che conosco da tempo e dopo due ore mi sono reso conto che avevamo nominato i nuovi lavori di gruppi che erano tutti in attività già nel 1998. Un segno come un altro che a livelli alti, escludendo tutti i fighetti con le [...]

Pi Pi Pi

L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
Pier Paolo Pasolini (5/3/1922 – 2/11/1975)
nel 1962

They Live

Un’intervista splendida e lucida che racconta esattamente i nostri tempi, le dinamiche che, per una ragione che mi sfugge, la maggiorparte della gente si ostina a non vedere.
La riporto interamente perchè tra pochi giorni il link non sarà più disponibile se non agli abbonati del manifesto.
il manifesto
21 Ottobre 2008
INTERVISTA CON IL FILOSOFO LUIGI FERRAJOLI
In nome [...]

Intanto corro

Giulio Casale finalmente ha l’occasione di esibirsi a Roma, dopo una attesa durata anni. Il 6 novembre sarà all’Ambra Jovinelli con lo spettacolo tratto dal libro di Mario Capanna, Formidabili quegli anni, dedicato ai movimentidelsessantotto. Il testo è rielaborato dallo stesso Casale e sarà inframmezzato da canzoni in tema sue e dei grandi cantautori italiani, [...]

scene da un matrimonio

gli sposi

Sono diventato un professionista ormai. Arrivati ad un certa età, meno del mezzo del cammin e più dell’età da eskimo, gli amici cominciano a sposarsi con lo stesso ritmo con cui arrivava a diciotto anni la cartolina del militare (“eh…ormai tocca soltanto a te…”). Io ho sempre evitato con qualsiasi scusa qualsiasi cerimonia del [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.