carta canta (niente a vedere con sanremo)

Riporto semplicemente la rubrica di Marco Travaglio. La realtà supera la satira, spesso e volentieri.
“Di Pietro eviti gli insulti. Ne conosco la viltà. Da mesi gli chiedo un pubblico confronto sulle vicende della sua famiglia, ma è fuggito più volte in occasione di inviti tv perché ha paura di parlare degli affari di Mautone e [...]

In repeat

Non abbiamo più niente. Vedi? Abbiamo qualcosa in comune. I fili si spezzano. La tela è decrepita. Mentre ci abituiamo al tanfo che ci tiene caldi e che produciamo senza sforzo. La tela, le tele fatte di sforzi di vite che si incrociano punto a punto e inevitabilmente si aggrovigliano. Tanto che il dentro è [...]

Massimo Gramellini
Della gentilezza
da lastampa.it
Oggi vorrei scrivere qualcosa di veramente impopolare, per cui parlerò della gentilezza. Della sua prematura e così poco rimpianta scomparsa.
La defunta non richiedeva sacrifici particolari e nemmeno eroismi. Solo un po’ di educazione e, prima ancora, di umanità. Era una forma mentale. Talvolta ipocrita, e però utile ad ammorbidire le asprezze della [...]

Censura

Non siamo in un regime. Siamo in un paese dove passano solo le notizie che vanno bene a una preoccupante maggioranza trasversale.
Sulla repubblica di oggi in edicola non c’era nulla, nemmeno un trafiletto ad annunciare la manifestazione di Di Pietro.
Ma ora, dopo una mattinata di discorsi tra cui quello del fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, [...]

Ma se venisse anche l’inferno

Sono andato a vedere Cisco stasera. Suonava all’Alpheus, a Roma. Un locale dove solitamente non si sente malissimo se sei nel punto giusto, ma a forma di corridoio (e il punto giusto di solito è quel metro quadrato in cui si affollano tutti i paganti) e dalle idee sull’orario di inizio dei concerti abbastanza stravaganti. [...]

lost

se siete in completa astinenza da mistero senza soluzione in stile lost, se avete guardato ogni singolo frame delle prime quattro serie, se vi sognate di notte il fumo nero, gli orsi polari su isole esotiche, sedie a dondolo che parlano, gente che non ingrassa e non dimagrisce dopo 108 giorni su un’isola deserta, se [...]

2008 il film

Tra le vendite del libro, il successo del film, il successo del suo autore, la bravura del regista, il cammino verso gli oscar Gomorra ha occupato tutte le pagine dei giornali. Meritatamente. Ma credo che, nonostante le attenzioni, l’altro film meraviglioso e sconvolgente, degno di nota del 2008 italiano sia scivolato troppo presto nel dimenticatoio. 
Il [...]

costruire sui debiti

appunti

Conferenza del presdelcons
- domanda del giornalista del tg4: a che punto è la legge sulle intercettazioni, un tema che, sappiamo tutti, è al centro delle preoccupazione dei normali cittadini che in ogni momento si sentono invasi nella loro privacy con il non remoto rischio che la telefonata della signora Bianchi, pensionata di La Spezia, mentre [...]

lacrime bianche

Wittgenstein lo segnala ma il post originario, e intero, con relativa citazione agli Offlaga, è questo.

Nel paese dove è nata Orietta Berti…
giovedì 18 dicembre 2008
Pubblicato da Bugaz
Il comitato del PD del comune di Cavriago ha mandato una letterina di buon Natale alla segreteria nazionale del PD.
C’è scritto che la sezione del paese non [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.