il gerundio è il problema

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Sembra che Working on a dream sia stato accolto con pareri molto discordanti. Certo è veramente faticoso spiegarsi il massimo del punteggio assegnato da Rolling Stone.

In Italia mi sembra che il più lucido sia Bertoncelli

Peccato che lo faccia male; con 13 canzoni quasi tutte poco ispirate, con scelte sonore e di produzione che lasciano perplessi, con un gusto pasticciato che lo porta in giro per la storia del rock e del pop ma non là dove di solito si finiva, per la gioia di tutti – non nel cuore del vecchio, sano rock and roll.

Il maggior indiziato del disatro, oltre al contratto capestro di Bruce che deve sfornare, si dice, un album all’anno, sembra sia Brendan O’Brien. E io mi metto tra quelli che lo accusano. I dischi di Bruce, diciamolo, non hanno mai suonato granché bene, ma in quel suono ruvido c’era tutto quello che non potrebbe mai stare in un disco lavorato e cesellato in studio per con mille sovraincisioni. I suoni degli ultimi due dischi lasciano la sensazione che il produttore di tutta quella gente che affolla la E-street band non sappia che farci. In quest’ultimo tentativo di rifare un pò i Beach Boys un pò gli Abba sembra ci sia la speranza di poter fare un disco intero con quella perla rara, ma anche sui generis, che era Girl in their summer clothes su Magic. Il risultato è un album striminzito, a volte ridicolo, che lascia immaginare un uomo innamorato più del vestito delle proprie canzoni che della loro effettiva sostanza. E questo forse è il primo vero errore della sua carriera. Di solito, quando un’artista fa un disco controverso, un’artista di cui mi fido, mi giro e rigiro tra le mani l’oggetto e cerco di capirne la spinta propulsiva alla base, convinto che, anche se il risultato non convince, ci sia un filo rosso, un tentativo di portare a termine un’idea. Qui non vedo nessuna idea.

L’unica cosa su cui sembrano essere tutti d’accordo è che Queen Of The Supermarket è una delle peggiori cose scritte dal signor Springsteen nella sua carriera.(io non ho capito se sto video è ironico o è serio)

Ma riguardo al pezzo più brutto di Bruce abbiamo almeno un altro concorrente da inserire nella lista insieme a molti pezzi di Human Touch. Io penso che voterò questo, perchè più lo ascolto e più penso che siamo in una puntata di Ai confini della realtà: Surprise Surprise, sul cui testo sorvolo perchè, in ogni caso, quest’uomo è la causa degli unici momenti della mia vita che possono essere avvicinati ai misteriosi misteri della fede. E non vorrei essere scomunicato proprio da lui.

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  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.