appunti

Conferenza del presdelcons
- domanda del giornalista del tg4: a che punto è la legge sulle intercettazioni, un tema che, sappiamo tutti, è al centro delle preoccupazione dei normali cittadini che in ogni momento si sentono invasi nella loro privacy con il non remoto rischio che la telefonata della signora Bianchi, pensionata di La Spezia, mentre parla con l’amante, il giovane idraulico signor Mirozzi di Lamezia Terme, possa essere pubblicata da la Repubblica in prima pagina?
Risposta di 10 minuti, magistratura brutta, processi brutti, questione morale brutta. Solo in caso ti trovino sporco di sangue che reggi una scatola con la testa di Gwyneth Paltrow all’interno si porebbe fare richiesta di poter intercettare il tuo cellulare mentre dal carcere chiami il tuo avvocato e, non si sa mai, il cellulare della Paltrow.
-domanda della giornalista dell’Unità: alcuni del suo partito sono accusati di essere referenti del clan dei casalesi…
risposta del presdelcons: ecco di nuovo domande provocatorie da parte dei giornalisti di sinistra, che invece di partecipare alla distensione tra le parti e al dialogo, come sempre portano vento di disagio, pessimismo e conflitto. Nessun riferimento alla domanda.

-Rai Uno, domenica in.

Voglio premettere, non siamo in un regime, non l’ho mai pensato. Penso sinceramente che è difficile per il presidente del consiglio lavorare in un clima del genere. Specialmente quando la rai invece di collaborare attacca il lavoro del governo da ogni parte, ad ogni ora. Co’ sti comici sempre in prima linea.

Trasmissione di punta del nazionalpopolare italiano. Prima un’ora di dibattito con la seguente domanda: I tempi lunghi dei processi fanno perdere fiducia nella magistratura? Un capolavoro di domanda no? Strumentale come non poche… come cazzo devi rispondere? Ci credete che è stato un plebiscito? 93 percento dei sì. Solo che dietro non spiegano che non è colpa dei magistrati se i processi durano 300 anni. Che i tempi lunghi dei processi dovrebbero far perdere fiducia ancora di più nella politica che non ha nessuna intenzione di accorciarli. L’interesse del potere politico e di fare in modo che finiscano tutti in prescrizione, che si allunghino abbastanza per non avere più valore, che vengano invalidati per una virgola fuori posto, per una fotocopia venuta male.

Ma questo è poco perchè dopo c’era un programma di fantascienza. Ecco c’era questo programma presentato da una con la voce stridula. Si parlava di crisi economica ma in una veste inedita, quasi psichedelica. Ecco la tesi della gallina era che i consumi non si erano abbassati per nulla a dicembre, e sempre quella tesi, ripetuta più volte era: e allora? c’è davvero questa crisi? ma ne siete sicuri? ma vaaaaaaaa… In studio ospiti di gran lustro, esperti del settore, affermati economisti: Simona Izzo, il direttore di Oggi e una Renata Polverini,  accompagnata dalla mamma travestita dallo spaventapasseri del Mago di Oz, in evidente stato di assenza perchè continuava a dire il contrario della tesi senza dare la sensazione di opporsi.

La sera al tg5 si affronta la crisi, si dice che i consumi a dicembre sono crollati di un bel tot.

Sti comici.

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  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.