Con me non devi essere niente (le migliori del 2008 #2)

Ecco, in verità, le prime due sono a parimerito, ma quando ho scritto il primo post ero in debito politico verso la vaghezza allucinogena di questi tempi. Per cui anche questa è la mia canzone dell’anno, dal mio disco dell’anno, e mi sento quasi banale a dirlo perchè è il disco dell’anno di un sacco di persone. Che bello.

Ecco, questa è la mia canzone dell’anno perchè è tutto quello che vorrei dire.

Piromani

Incendia le farfalle meccaniche, le rose lisergiche
e i nostri pochi orgasmi
ti ricordi dei combattimenti
tra i cigni finti
e delle sere a sbranarsi
delle sere a strafarsi

Con me non devi essere niente
Con me non devi essere niente

Venere del mio intestino tenue
quando dormo guido piano
non ti preoccupare

Venere delle nostre sterili polemiche
andremo a londa a dimagrire

Con me non devi essere niente
Con me non devi essere niente

E stavi diventando blu.
Anche tu.
I tuoi insulti
i tuoi fiori finti
le siringhe disinfettate
coi nostri occhi di criptonite
coi nostri occhi di criptonite

Andiamo vedere le luci della centrale elettrica
Andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas

E tornino a scoppiare a ridere
le nostre madonne bulimiche
E tornino a crepare ma dal ridere le nostre madonne anoressiche

Incendia le farfalle meccaniche, le rose lisergiche
e i nostri pochi orgasmi
ti ricordi dei combattimenti
tra i cigni finti
e delle sere a sbranarsi
delle sere a strafarsi

Addio fottiti ma aspettami.
Addio fottiti ma aspettami

E andiamo a vedere le luci della centrale elettrica

Andiamo a vedere i colori delle ciminiere
dall’alto dei nostri elicotteri immaginari

andiamo a dare fuoco ai tramonti
e alle macchine parcheggiate male

ad assaltare ancora i cieli
e farci sconfiggere e finire sui telegiornali

foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte
sui quotidiani locali

andiamo a vedere i canteri delle case popolari
dai finestrini dei treni ad alta velocità

trasformiamo questa città in un’altra cazzo di città

Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica
Andiamo a vedere le luci della centrale a turbogas

E tornino a scoppiare a ridere le nostre madonne bulimiche
E tornino a crepare ma dal ridere le nostre madonne anoressiche
e le fotomodelle
le tue fotomodelle
le tue fottute fotomodelle

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  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.