Con me non devi essere niente (le migliori del 2008 #2)

Ecco, in verità, le prime due sono a parimerito, ma quando ho scritto il primo post ero in debito politico verso la vaghezza allucinogena di questi tempi. Per cui anche questa è la mia canzone dell’anno, dal mio disco dell’anno, e mi sento quasi banale a dirlo perchè è il disco dell’anno di un sacco [...]

Pop Kills Your Soul

Gli Afterhours andranno a sanremo al 95 per cento. Lo ammettono anche loro. Non vorrei passare per il solito blogger stronzo di quelli con cui se la prende Manuel sul palco o nelle interviste, per cui cercherò di argomentare.
Sanremo è parte integrante di quelle strane anomalie italiane imposte dall’alto e senza nessun contatto reale con [...]

  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.