Have you ever seen a one-armed man punching at nothing but the breeze?

Sì è vero, è un trailer, che insomma, metaforicamente, è uno dei mali del nostro tempo. Il montaggio, l’ellissi e la sòla (fregatura, inganno, frode) insita nella scelta di un aspetto e non di un altro. Come leggere un solo blog al giorno o guardare tutti i telegiornali nazionali privati e pubblici e non altro. Insomma io come al solito lotto tra la mia disillusione verso gli esseri umani e momenti di esaltazione da maniaco entusiasta. Di solito mi esalto per spegnermi alla prova dei fatti. A volte dopo la prova dei fatti rimango esaltato per avere qualcosa a cui attaccarmi disperatamente nel vuoto universale.

Però dal trailer di The Wrestler, il film che ha vinto il leone d’oro a Venezia, uno ci può togliere tutte le frasi ad effetto e tutte le scene di combattimento. Toglierei anche una Marisa Tomei che dopo Onora il padre e la madre si conferma una sorpresa. Rimangono tutte le inquadrature a Mickey Rourke. Quelle bastano e avanzano per quella sensazione di stretta alla gola e sentire l’occhio che si sta per inumidire. Quella faccia massacrata dalla vita, la tenerezza di quegli occhi in fondo alle macerie, i sorrisi che rompono la maschera. Mai commosso per un trailer. Sarà anche per la canzone (questa sì) capolavoro di Bruce, ma il merito è di Rourke.

Ecco se ci deve essere una linea rossa che lega e stringe insieme questo blog, probabilmente ha qualcosa a che vedere con i sopravvissuti e i sopravviventi. Io credevo fosse la rabbia, ma fortunatamente il motore di questa perdita di tempo è un’altra. Una sorta di orgoglio.

THE WRESTLER

Have you ever seen a one trick pony in the field so happy and free?
If you’ve ever seen a one trick pony then you’ve seen me
Have you ever seen a one-legged dog making its way down the street?
If you’ve ever seen a one-legged dog then you’ve seen me

Then you’ve seen me, I come and stand at every door
Then you’ve seen me, I always leave with less than I had before
Then you’ve seen me, bet I can make you smile when the blood, it hits the floor
Tell me, fan, can you ask for anything more?
Tell me can you ask for anything more?

Have you ever seen a scarecrow filled with nothing but dust and wheat?
If you’ve ever seen that scarecrow then you’ve seen me
Have you ever seen a one-armed man punching at nothing but the breeze?
If you’ve ever seen a one-armed man then you’ve seen me

Then you’ve seen me, I come and stand at every door
Then you’ve seen me, I always leave with less than I had before
Then you’ve seen me, bet I can make you smile when the blood, it hits the floor
Tell me, friend, can you ask for anything more?
Tell me can you ask for anything more?

These things that have comforted me, I drive away
This place that is my home I cannot pay
My only faith’s in the broken bones and bruises I display

Have you ever seen a one-legged man trying to dance his way free?
If you’ve ever seen a one-legged man then you’ve seen me

Mai come ora…

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  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.