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La notizia più scandalosa del giorno potrebbe sembrare la ricostruzione “leggermente di parte” del sottosegretario all’interno Francesco Nitto Palma che alla camera ha riferito sugli scontri in piazza navona tra i fascisti (niente di strano a nominarli, ormai, è come se dicessimo i collezionisti di riproduzioni di locomotive d’epoca o membri del gambero rosso) e gli studenti di sinistra, rossi e meno rossi.

In effetti sorvolare sulle provocazioni del blocco studentesco nella prima parte delle mattinata, dire che solo gli studenti di sinistra stavano in piazza con il casco per non farsi individuare, aggirare con un grande dribling il problema di una camionetta in piazza piena di bastoni tricolori, usare questa particolare e misteriosa frase “Sottolineo che in questo frangente il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti”, e non spiegarci perchè il poliziotto sapeva il nome di uno dei capi delle teste arate basterebbe per assegnare il premio.

(le foto sono stare realizzare in giro per la facoltà di lettere alla Sapienza)

Ma non è questa.

Incredibile ma c’è di peggio.

Licio Gelli, gran capo della loggia P2 (associazione segreta che tendeva a sovvertire l’ordine socio-cultural-econom-(…)politico italiano), repubblichino, autore involontario (?) del programma del governo, 89 anni, condurrà un programma televisivo di storia. Al suo fianco grandi cervelli e brave persone. Su Odeon.

“…ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì ufficialmente a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntuta perlerà di fascismo.”

Il discorso di Nitto Palma per intero ripreso dal sito della Camera

Ha facoltà di parlare il sottosegretario per l’interno, Nitto Francesco Palma.

(Intervento del sottosegretario di Stato per l’interno)

NITTO FRANCESCO PALMA, Sottosegretario di Stato per l’interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, preliminarmente desidero ringraziare per l’opportunità datami di ricostruire, in modo dettagliato, gli avvenimenti accaduti nella giornata del 29 ottobre a Roma, in piazza Navona.
Come è noto, nella stessa giornata, l’Aula del Senato ha convertito in legge il cosiddetto decreto Gelmini. Tale approvazione ha suscitato proteste di appartenenti al mondo della scuola. In particolare, a Roma, attorno alle ore 9, in piazza Navona, dinanzi all’ingresso del Senato alla Repubblica, sono convenute circa 6 mila persone, per lo più delle scuole medie superiori e dell’università «La Sapienza» di Roma, nonché un centinaio di aderenti ai Cobas della scuola, che avevano regolarmente preavvisato un presidio. Preciso che le altre persone sono convenute spontaneamente e cioè senza che fosse stato presentato alcun regolare preavviso all’autorità di pubblica sicurezza.
Scopo dichiarato dell’iniziativa, come pubblicamente detto con slogan e megafoni la sera precedente, era quello di assediare il Senato, dove ci sarebbe stata la votazione del cosiddetto decreto Gelmini. La forza pubblica, pertanto, è stata disposta a tutela della citata sede istituzionale per garantire il regolare svolgimento dei lavori dell’Assemblea.
In particolare, un presidio di polizia, interessava, oltre alla corsia agonale, anche le due estremità di corso Rinascimento e le due piccole strade che collegano il corso con piazza Navona. Ciò si è reso necessario anche perché, nei giorni precedenti, si erano registrati tentativi di aggiramento degli sbarramenti, per avvicinarsi all’entrata del Senato.
Tra gli studenti convenuti in piazza Navona erano presenti anche un centinaio di ragazzi di Blocco studentesco, partecipanti alla manifestazione spontanea, arrivati tra gli altri studenti con un camioncino che si è posizionato nei pressiPag. 3della corsia agonale, dove vi era un altro camion munito di altoparlanti che scandivano slogan contro l’attuale Governo e il Ministro della pubblica istruzione.
Il mezzo degli studenti di Blocco studentesco è quindi arrivato in piazza durante l’afflusso dei partecipanti all’iniziativa. Ricordo che è usuale che, durante le manifestazioni, i mezzi per l’amplificazione raggiungano piazza Navona.
Tornando alla ricostruzione degli eventi, intorno alle 11, si sono verificati momenti di tensione tra gli studenti di Blocco studentesco e altri di diversa fazione politica, che si lanciavano reciproche accuse di aggressione. Infatti, gli studenti di Blocco studentesco asserivano di essere stati circondati e fronteggiati per essere estromessi dalla manifestazione, mentre i giovani di estrema sinistra lamentavano un’aggressione ad un ragazzo, che sarebbe stato colpito alla testa da una cinghiata.
Risulta che all’ospedale Santo Spirito di Roma sono stati soccorsi un esponente della Sinistra Antagonista di 37 anni e un giovane di 25 anni, giudicati guaribili rispettivamente in dieci e sette giorni. I due hanno genericamente riferito di avere subito un’aggressione da parte di appartenenti a Blocco studentesco e hanno rifiutato di sporgere denuncia. Ad oggi, non risultano presentate altre denunce o querele per questo episodio.
Altri momenti di tensione si sono verificati più tardi, quando gli studenti, per lo più delle scuole superiori, si sono fronteggiati. In questa fase l’interposizione di personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. Sottolineo che in questo frangente il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti.
L’atteggiamento dei partecipanti alle proteste, che più volte hanno scandito slogan critici contro le forze dell’ordine, ha indotto a non impiegare direttamente queste ultime a piazza Navona, tra i numerosissimi e giovanissimi manifestanti, per evitare di acuire ulteriormente la tensione. Preciso che dopo queste tensioni, ridimensionate dell’intervento di polizia, molti studenti hanno iniziato ad allontanarsi da piazza Navona, in parte intenzionati a rientrare all’università, in parte, soprattutto gli studenti medi, a terminare la protesta.
Anche il gruppo di Blocco studentesco, raggruppato intorno al camioncino, e più volte invitato ad allontanarsi dalla piazzaPag. 4da parte della polizia, aveva iniziato lo spostamento, portandosi, sempre all’interno di piazza Navona, dallo spazio antistante corsia Agonale sino allo sbocco a piazza delle Cinque Lune, con l’intenzione di uscire, di raggiungere il lungotevere e da qui recarsi al Ministero della pubblica istruzione. Solo quando è giunto all’altezza di piazza delle Cinque Lune il gruppo ha deciso di fermarsi e, nonostante le ripetute sollecitazioni di personale di polizia, non ha abbandonato la piazza dove, comunque, erano ancora presenti altri studenti, circa 4 mila.
Nel frattempo, come è noto, da corso Vittorio, attraverso via della Cuccagna, sono giunte in piazza Navona circa 400-500 persone appartenenti ai Collettivi universitari e alla Sinistra antagonista, che si sono unite agli altri studenti. Questi 400-500 individui, però, alcuni dei quali indossanti caschi da motociclista, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e arrivati alla fine di piazza Navona, all’altezza di piazza delle Cinque Lune, si sono dapprima schierati, urlando slogan contro i fascisti, e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, tra cui sedie, tavolini, bottiglie e bicchieri reperiti dai bar sulla piazza.
Alcuni aderenti a Blocco studentesco, in numero molto minore, si sono schierati e hanno preso dei bastoni dal camioncino, dove evidentemente erano occultati. Altri sono fuggiti in piazza delle Cinque Lune, mentre gli aderenti ai Collettivi universitari sono avanzati venendo a contatto. L’intervento delle forze dell’ordine, confluite in piazza Navona da corso Rinascimento, ha separato i contendenti.
Ricordo che nella circostanza il dispositivo di ordine pubblico ha previsto l’impiego di 334 appartenenti alle forze dell’ordine, di cui 200 della Polizia di Stato, 104 carabinieri e 30 appartenenti alla Guardia di finanza.
Informo che sono state arrestate due persone, un uomo di 34 anni che ha dichiarato di essere un dipendente del partito della Rifondazione Comunista e un ragazzo di 19, appartenente al gruppo del Blocco studentesco, che ha asserito di passare per caso nel luogo degli incidenti e di essere uno studente universitario. Nella giornata di ieri i loro arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria, che ne ha poi disposto la remissione in libertà, fissando l’udienza del processo aPag. 5loro carico il 17 novembre prossimo venturo. Sono in corso indagini per accertare le responsabilità degli altri partecipanti agli scontri.
Soggiungo che, sempre ieri, è stato diffuso in rete un filmato degli scontri, che indica un giovane con in mano un bastone tra gli elementi di destra, successivamente ripreso a bordo di un mezzo della Polizia, avanzandosi il sospetto che lo stesso fosse un infiltrato della Polizia. In realtà, lo stesso è un giovane di Blocco studentesco, fermato e accompagnato in questura, dove è stato identificato e rilasciato. La sua posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti.
Signor presidente, onorevoli colleghi, in conclusione desidero sottolineare che dalla oggettiva ricostruzione dei fatti emerge come, anche in questa circostanza, l’operato delle forze dell’ordine sia stato ispirato a criteri di equilibrio e di prudenza, cercando di contemperare, da un lato, i diritti costituzionalmente garantiti di riunione e di libera espressione del pensiero e, dall’altro, quelli, ugualmente riconosciuti, della tutela della sicurezza e della pubblica e privata incolumità.

1 Commento/i

  1. io mi chiedo come si faccia ancora ad interpellare Lucio Gelli su questioni di rilevanza nazionale…lui che insieme al fido Berlusconi volevano, grazie allla P2, preparare attentati per sovvertire l’ordine democratico in Italia…ragazzi questo paese è veramente allo sfascio…


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  • Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

    Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

    Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

    No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

    E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

    Due miserie in un corpo solo.